martedì 20 febbraio 2018

25 domande cinematografiche

Dal Blog "Il Bollalmanacco del cinema", ecco un test sul cinema come da tempo non ne facevo...


1. Il personaggio cinematografico che vorresti essere: un mix tra Satine di "Moulin Rouge"  e Tony Manero de "La febbre del sabato sera".

2. Genere che ami e genere che odi: Amo le commedie e i film tratti da romanzi, non odio nulla in particolare ma non mi attira molto la fantascienza. 


3. Preferisci i film in lingua originale o doppiati? Inevitabilmente doppiati. Ogni tanto provo agurdare qualcosa in lingua originale, ma non riesco a seguire e non amo i sottotitoli.

4. L'ultimo film che hai comprato: Frozen 


5. Sei mai andato al cinema da solo? Purtroppo vado più spesso sola che con altri.

6. Cosa ne pensi dei Blu-Ray? Mai usati.

7. Che rapporto hai col 3D? non ho mai capito come mai interessi tanto.

8. Cosa rende un film uno dei tuoi preferiti? Il fatto che mi rimanga dentro per la vita e che mi emozioni tantissimo sul momento!


9. Preferisci vedere i film da solo o in compagnia? Mah, dipende. 

10. Ultimo film visto (al cinema, oppure no): Al cinema, "Made in Italy"

11. Un film che fa riflettere: "7 minuti"

12. Un film che fa ridere: "Totò, Peppino e la Malafemmina"


13. Un film che fa piangere: io ho pianto come una fontana per "Sweeney Todd"...pensate ciò che volete!




14. Un film orribile: "Matrimonio al Sud"


15. Un film che non hai visto perché ti sei addormentato: di solito, se mi capita di addormentarmi, li recupero. Quindi li vedo comunque.



16. Un film che non hai visto perché stavi facendo le "cosacce": 


17. Il film più lungo che hai visto: sono sicura che sia "Titanic", o "Via col vento" o "Ben Hur".

18. Un film che ti ha deluso: "La dura verità" con Katherine Heigl e Gerard Butler


19. Un film che sai a memoria: "Romanzo criminale" 



20. Un film che hai visto al cinema perché ti hanno trascinato: "Mission impossibile", il primo. E gran parte di quelli con Tom Cruise degli anni '90, dato che da ragazzina avevo un'amica che mi trascinava a vederli perchè lei lo adorava (io no). Alla notizia che era uscito "Mission impossible 2" ho detto NO: a tutto c'è un limite!




21. Un film più bello tratto da un libro? "Stand By me, ricordo di un'estate", tratto da "Stagioni diverse" di Stephen King.

22. Il film più datato che hai visto? Il primo "Alice nel paese delle meraviglie" , del 1903

23. Miglior Colonna Sonora: "Moulin Rouge", ma è solo una delle tante che potrei mettere.


24. Miglior Saga: "Ritorno al futuro" e "Fantozzi", penso che siano le uniche due che non mi hanno stufato col tempo.


25. Miglior Remake: forse "Miracolo nella 34ma strada", ma dico il primo che mi è venuto in mente.

domenica 18 febbraio 2018

Anastasia, 1997



Regia di Don Bluth, con le voci italiane di: Tosca (Anya), Fiorello (Dimitri), Franco Chillemi (Vladimir), Alina Moradei (imperatrice Maria),Mauro Bosco (Rasputin), Fabrizio Vidale (Bartok).






La principessa Anastasia e sua nonna Maria riescono miracolosamente a fuggire mentre i rivoluzionari russi assaltano il Palazzo Reale nel 1917, e saranno le uniche sopravvissute della famiglia reale. Purtroppo mentre tenta di salire sul treno pieno di gente che fugge, Anastasia cade battendo la testa ....
Dieci anni dopo la giovane Anya ormai maggiorenne esce dall'orfanotrofio in cui è cresciuta, con l'intento di trovare la sua famiglia, di cui non ricorda più nulla;  sualla sua strada incontra Dimitri e Vladimir, due truffatori che, notando in un dipinto la somiglianza con la perduta granduchessa Anastasia (che la nonna, in esilio a Parigi, sta cercando da anni), decidono di provare a farla passare per quest'ultima, dato che l'anziana ex  imperatrice ha promesso a chiunque le riporterà la nipote un'enorme ricompensa in denaro.
Anya accetta solo perchè il suo desiderio è recarsi a Parigi, città dove è convinta risieda qualcuno della sua famiglia....



Versione animata del celebre film (1956 ) che fruttò l'Oscar a Ingrid Bergman come migliore attrice, a sua volta ispirato al celebre giallo che per quasi un secolo ha appassionato il mondo: quello sulla presunta morte  di Anastasia, una delle figlie dello zar Nicola II, che per anni una donna ha rivendicato di essere, assistita dal fatto che mancavano ancora all'appello i resti di due componenti della famiglia reale trucidata a   (nel 2001 vennero poi ritrovati i resti di Anastasia e del fratello Alekseji, mettendo la parola fine al giallo: nessuno sopravvisse all'eccidio).
La versione animata racconta le cose in maniera più "fiabesca" rispetto alla realtà: la colpa dell'inizio della Rivoluzione viene data al malvagio stregone Rasputin, che essendo stato bandito da corte dopo che lo zar aveva scoperto di essere stato da lui raggirato, lanciò una terribile maledizione sulla famiglia Romanov per sterminarla. Anastasia però sopravvive miracolosamente, ma sparisce nel nulla dopo aver perso la memoria.

Arriviamo al 1927, dieci anni dopo: l'orfana Anya (che noi sappiamo ovviamente chi è) incontra Dimitri e Vladimir, due furbastri che vivacchiano di espedienti e che notando la somiglianza della ragazza con la scompara erede della famiglia Reale decidono- sfruttando la sua intenzione di raggiungere Parigi (città dove ora risiede l'anziana nonna in esilio)- di coinvolgerla in un piano per cercare di farla passar per la vera Anastasia, che la nonna ha cercato per anni. Da qui nasce tutta una serie di avventure divertenti (visto che l'addestramento di Anya per diventare principessa sarà duro, visto che l giovane non ricorda nulla della sua vita precedente), avventurose (la combriccola scampa a vari agguati dell'odioso Rasputin) e infine romantiche (quasi scontato l'innamoramento tra Dimitri e Anya. Poco di più quindi rispetto al film in carne e ossa, ma con un buon ritmo narrativo, con una bella animazione di tipo classico e una buona colonna sonora. Tutto molto simile ai migliori classici Disney, ma non mi pare che ciò possa considerarsi un qualcosa di svantaggioso.
Per essere un cartone inoltre anche i personaggi sono ben tratteggiati, in particolare per quanto riguarda i sentimenti reciproci provati da Anya e Dimitri, e la figura dell'anziana Maria; inevitabile il paragone della scena madre in cui la donna capisce che quella ragazza è veramente sua nipote Anastasia, con quella del film originale: sono quasi uguali a dire la verità, ma in questo non mi è parsa una cosa negativa, l'ho vista più come un omaggio al film originale.
E così, tra l'altro, sono passati già vent'anni anche da questo film....




giovedì 15 febbraio 2018

Fabrizio De Andrè- Principe Libero, 2017




Regia di Luca Facchini, con Luca Marinelli (Fabrizio De Andrè), Ennio Fantastichini (Giuseppe De Andrè), Gianluca Gobbi (Paolo Villaggio), Elena Radonich (Puny), Matteo Martari (Luigi Tenco), Valentina Bellè (Dori Ghezzi), Davide Iacopini (Mauro De Andrè)



Nel 1979 Fabrizio De Andrè e la moglie Dori Ghezzi vengono rapiti dall'anonima sequestri sarda: durante la prigionia il cantante ricorda la sua intera vita. Nato a Genova, figlio di un direttore didattico di un Istituto Tecnico, pur avendo vissuto fin da bambino in una famiglia benestante non si è mai del tutto adeguato a quel modo di vedere e a quel sistema di valori, e fin da piccolo ha avuto moti di ribellione; da ragazzino comincia a trovare la sua strada il giorno in cui gli viene regalata la prima chitarra, passando poi per la frequentazioni degli ambienti popolari e talvolta degradati della città, la passione per la scrittura di versi che diventeranno le sue canzoni, l'amicizia con Paolo Villaggio e Luigi Tenco (anche loro artisti alle prime armi). Non mancano i momenti privati: l'incontro e il matrimonio con la prima moglie Enrica (detta Puny), la nascita del figlio Cristiano, il rapporto complicato con il padre Giuseppe...



Prevedibile boom di ascolti per questa bella fiction già presentata al cinema qualche tempo fa; prevedibile in quanto riguarda la storia di Fabrizio De Andrè, uno dei cantautori ancora oggi più amati in Italia. Operazione supervisionata dalla moglie Dori Ghezzi, su cui si avevano quindi grandi aspettative.
Per quanto mi riguarda il risultato è stato soddisfacente: a differenza di tutti quelli che si lamentano oggi che non è stato raccontato questo, non è stato raccontato quello, "questo non è il mio Faber!" ecc, sono perfettamente consapevole che condensare in un prodotto di tre ore circa una vita così intensa e una personalità così complessa come quella di De Andrè mettendo tutto tutto è praticamente impossibile, ci sarebbero volute almeno 300 puntate! Quindi trovo assurde queste critiche, così come sono assurde le critiche sul fatto la voce di Luca Marinelli non è identica a quella di De Andrè ( e grazie tante, neh!) o al fatto che non abbia l'accento genovese.
A me- che apprezzo De Andrè pur non conoscendo a fondo la sua opera- la fiction è piaciuta, mi ha permesso di conoscere bene le origine del cantautore e la sua storia personale, conoscere un po' l'animo di questo ragazzo inquieto che ha dato voce agli "ultimi" e a chi veniva spesso ignorato dai "borghesi" (metto tra virgolette perchè generalmente queste etichette non mi piacciono). Ho riascoltato volentieri le sue canzoni più celebri e ho trovato molto bravo Luca Marinelli nella sua interpretazione, che volutamente non vuole scimmiottare l'originale al fine di essere identico, ma appunto dà una versione comunque  fedele del personaggio. Non riesco a farmi piacere Valentina Bellè, ma visto che è stata scelta dalla stessa Dori Ghezzi per interpretare sè stessa da ragazza....avrà anche lei un suo perchè. 

Bravi anche gli interpreti di Paolo Villaggio e Luigi Tenco, alle prese con un compito difficile rispetto agli interpreti dei personaggi della famiglia De Andrè (quindi persone non famose): non tradire la memoria collettiva e personale di due personaggi famosi entrati ormai nella cultura italiana, ma non farne nemmeno uno stereotipo. Oddio, forse un po' con Tenco questo effetto non si è riuscito del tutto a evitarlo, cosa comunque già successa in altre fiction; purtroppo credo che la sua tragica fine- momento topico a quant pare per moltissimi personaggi famosi o meno dell'epoca- renda molto difficile rendere una figura più veritiera. 
La critica più ridicola? Quelli che dicono "nela colonna sonora hanno messo quasi solo canzoni di De  Andrè". Eh pensa, credevo mettessero Renato Zero!
Il racconto mi ha appassionato e l'ho seguito con entusiasmo, alla fin fine trovo che sia un omaggio bello e coinvolgente a un grande poeta e personaggio della nostra cultura.




lunedì 12 febbraio 2018

Rocco Chinnici, 2017




Regia di Michele Soavi, con Sergio Castellitto (Rocco Chinnici), Cristiana Dall'Anna (Caterina Chinnici)., Manuela Ventura (Tina Chinnici), Virginia La Tella (Elvira Chinnici),Luigi Imola (Giovanni Chinnici), Bernardo Casertano (Paolo Borsellino), Paolo Giangrasso (Giovanni Falcone), Bruno Torrisi (CEsare Terranova),Maurizio Puglisi (Gaetano Costa), Alessandro Cosentini (Manlio Averna).



Il 29 luglio 1983 il giudice un'autobomba posta davanti al palazzo  in cui viveva con la famiglia causa la morte del giudice Rocco Chinnici, dei due agenti di scorta Salvatore Bartolotta e Mario Trapassi e il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi.
Rocco Chinnici era da tempo nel mirino; in prima linea nella lotta contro la mafia ancora quando si diceva "la mafia non esiste",aveva da poco fondato il pool antimafia assieme a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Giuseppe Di Lello;  anche  la figlia Caterina, diventata a sua volta magistrato, è riuscita a lavorare accanto al padre ereditandone in qualche modo l'impegno. Caterina rievoca la vita del padre, segnata da un grande amore per la famiglia (la moglie Agata  e i tre figli Caterina, Elvira e Giovanni) e dal senso di giustizia, sia nella carriera iniziale di pretore sia in quella di giudice antimafia....



Ispirato al libro biografico di Caterina Chinnici "E' così lievi il tuo bacio sulla fronte" (2014 ), aspettavo da tempo questo film per la tv che non ha deluso le mie aspettative.

Innanzitutto mi sono sempre chiesta perchè aspettare tanto a raccontare la storia di questo coraggioso giudice, che fu il primo ad avere l'idea di creare il pool antimafia scegliendo tra i colleghi Falcone e Borsellino, e fu il primo fatto saltare per aria assieme alla scorta e al portiere del condominio in cui abitava. Meglio tardi che mai quindi, con un film che- come il libro- rifiuta l'agiografia raccontando la dimensione del giudice come professionista ma anche come padre e marito di famiglia.
Nel film viene narrato come anche la figlia Caterina abbia seguito le orme paterne, e sia anche riuscita a collaborare col padre prima che venisse ucciso. Certo, essendo la storia nota non si può non ricreare comunque il clima difficile, di omertà, di ostacoli, a volte anche di offese in cui non solo Chinnici ma tante persone coraggiose hanno dovuto lottare in quegli anni (Cesare Terranova, Boris Giuliano, Piersanti Mattarella e molti altri), sacrificando anche la loro vita. Terribile pensare sopratutto che ogni volta che qualcuno veniva ammazzato, agli altri non rimaneva che chiedersi chi sarebbe stato il prossimo.
Chinnici è interpretato da Sergio Castellitto, che seppure fisicamente poco somigliante al vero giudice, è come sempre molto bravo a tratteggiarne la personalità. Molto bravi anche gli altri attori comprimari in un film non proprio facilissimo per chi è sensibile a certi argomenti.




giovedì 8 febbraio 2018

Genio per amore (I.Q), 1994



Regia di Fred Schepisi, con Meg Ryan (Catherine), Tim Robbins (Ed), Walter Matthau (Albert Einstein), Stephen Frys (James).






USA, anni '50: Albert Einstein è preoccupato per l'amata nipote Catherine, pensa infatti che il fidanzamento della giovane donna con lo psicologo   non le stia facendo conoscere il vero amore che essa merita. Quando alla sua porta si presenta il meccanico Ed, appassionato di fisica nonostante l'umile mestiere e perdutamente innamorato di Catherine che invece lo snobba, zio Albert non ha dubbi: è lui l'uomo giusto per la nipote! Assieme ai suoi amici scienziati decide così di aiutare il giovane nella conquista, spacciandolo per un collega scienziato e riuscendo ad attirare l'attenzione della ragazza....




A sorpresa ho rivisto un altro film della mia adolescenza, questa simpatica commedia dove persino Tim Robbins non è tanto male. A mio avviso come stile ricorda molto le vecchie commedie anni '50/ '60, leggere e sentimentali che lasciavano un senso di serenità dopo averle viste; una cosa che ho amato molto nel rivederla, inoltre, sono i colori pastello di cui è permeata la fotografia del film. 
L'idea di base è molto simpatica: prendere un personaggio realmente esistito come Einstein e renderlo meno serioso proiettandolo all'interno di una love story nientemeno che nel ruolo di Cupido tra due innamorati che non riescono a comprendersi; o meglio, in questo caso lui (Tim Robbins) comprende benissimo di essere innamorato di lei (Meg Ryan), solo che essendo un semplice meccanico e lei una laureata in matematica e fisica le premesse per un incontro sembrerebbero nulle.
Non fosse per zio Albert, che evidentemente capisce la sua cara Catherine molto meglio di quanto faccia lei stessa, e avendo in simpatia Ed decide di aiutarlo costruendo ad arte un personaggio che potrebbe interessare alla nipote; certo ai livelli di sincerità in una coppia ciò non è il massimo ma poi i due giovani sapranno trovare la loro strada con le proprie gambe.
Attori molto bravi, in particolare Meg Ryan con quell'aria deliziosa da "fidanzatina d'America" che tanto le donava prima che si sfigurasse con il botox e con altro, e Walter Matthau nel ruolo di un insolito Einstein versione vecchio zio affettuoso e sollecito.
Una commedia garbata e ben fatta, anche come svolgimento della trama.
Sbaglio o film di questo tipo se ne fanno sempre meno?





lunedì 5 febbraio 2018

Liberi Sognatori: Emanuela Loi- La scorta di Borsellino, 2017



Regia di Stefano Mordini, con Greta Scarano (Emanuela Loi), Lorenza Indovina (Berta Loi), Ivana Lotito (Claudia Loi), Pierfrancesco Poggi (Virgilio Loi), Riccardo Scamarcio (Antonio Montinaro), Fabrizio Ferracane (Paolo Borsellino), Pierluigi Corallo (Agostino Catalano).




Emanuela Loi è una giovane sarda che, in cerca di lavoro, accompagna la sorella Claudia a un concorso per entrare in Polizia:a sorpresa lo vince, e anche se voleva fare l'insegnante decide di tentare comunque questa strada. Dopo l'addestramento viene mandata a Palermo dove viene assegnata al piantonamento del boss Francesco Madonia. Dopo aver fatto amicizia con Antonio Montinaro, caposcorta di Giovanni Falcone, decide di entrare a fare parte dei servizi di scorta...




Il terzo film della serie "Liberi sognatori" è dedicato a Emanuela Loi, la giovane poliziotta morta a 24 anni nella strage di Via D'Amelio assieme al giudice Borsellino e agli altri colleghi della scorta. E' stata la prima poliziotta a rimanere vittima della mafia.
Una vita breve di una persona semplice capitata per caso su una strada rischiosa che poi però farà propria la dura vita di sacrificio e pericolo degli agenti di polizia, in particolare degli agenti di scorta; Emanuela è una ragazza semplice, allegra, attaccata alla famiglia e agli amici, che attende le nozze con il fidanzato Andrea, ma matura la consapevolezza che anche lei può contribuire a cambiare le cose solo facendo il suo lavoro.
Ho trovato Greta Scarano molto brava nel suo ruolo, e ho letto che lil suo lavoro  è stata molto apprezzata anche dai familiari di Emanuela che hanno ritrovato perfettamente nella sua interpretazione la loro congiunta. Bravi anche gli altri comprimari, anche se per ovvi motivi il film si basa quasi tutto sull'interpretazione della Scarano.










domenica 4 febbraio 2018

Irina Sanpiter

Una notizia triste oggi pomeriggio per il cinema italiano e per noi, ex bambini anni '80: è morta l'attrice Irina Sanpiter, 60 anni, famosa per aver impersonato il ruolo di Magda, la povera moglie bistrattata del logorroico Furio- Verdone nel primo film del regista, "Bianco, Rosso e Verdone" (1981).
Irina Sanpiter era nata a Mosca nel 1957 e in patria aveva studiato recitazione, lavorando per spettacoli teatrali e lungometraggi. Nel 1980 arrivò in Italia, dove quasi subito fu scelta per il ruolo che l'avrebbe resa indimenticabile per il pubblico italiano; non parlando italiano fu doppiata con forte accento torinese (vista la provenienza del personaggio) da Solvejg D'Assunta.
Nello stesso anni interpretò il film "Lacrime napulitane" di Ciro Ippolito.
La sua carriera finì qui perchè purtroppo all'età di 27 anni le fu diagnosticato per la prima volta il tumore che oggi l'ha portata alla morte, dopo 34 anni di lotta. Nonostante ciò nella vita riuscì a lavorare anche come organizzatrice di eventi musicali.
Come avrete notato dal mio avatar, sono particolarmente affezionata a questo personaggio perchè purtroppo mi rispecchia per moltissime cose. Mi è spiaciuto particolarmente quindi apprendere di questa notizia.