martedì 22 agosto 2017

Prima di domani (Before I fall), 2017



Regia di Ry Russo-Yung, con Zoey Deutch (Samantha),Roisin Nicosia (Lindsay),Cinthy Wu (Ally),Medalion Rahimi (Elodie), Logan Miller (Kent), Elena Kampouris (Juliet).




Samantha è una diciottenne americana come tante altre: frequenta l'ultimo anno di liceo, è brava a scuola e popolare all'interno della stessa, è fidanzata con il ragazzo più bello e divide il tempo con le sue tre migliori amiche Lindsay, Ally e Elodie. Una sera le ragazze vanno a una festa, ma tornando a casa in macchina hanno un incidente e Samantha muore.
Tuttavia, il giorno dopo si risveglia nel suo letto...e la giornata ricomincia esattamente come il giorno prima, fino all'ora dell'incidente. La mattina dopo, di nuovo....



Tratto dall'omonimo romanzo (2016 ) di Lauren Oliver, è un film che ho trovato interessante nonostante il target di riferimento sia rivolto agli adolescenti: ma come sapete questo non mi ha mai fermato dall'apprezzare o meno un film o un romanzo.
Il tema è molto importante: che immagine hanno di noi gli altri? Immagine non in senso fisico o visivo, ma immagine propria come persona. Se dovessimo morire che ricordo lasceremmo? Quanto possono esser importanti le nostre azioni e le nostre parole nel rapporto con chi ci circonda? Il film cerca di affrontare tutto ciò in modo abbastanza originale anche se non proprio nuovo: prima del finale, la protagonista è costretta a rivivere più volte in un loop il suo ultimo giorno, arrivando a modificarlo ogni volta con piccoli gesti o parole, inizialmente con lo scopo di evitare l'incidente fatale, poi più concentrata sulle persone che la circondano, più consapevole degli effetti che le nostre parole e i nostri comportamenti possono aver sugli altri. Ed ecco che Samantha, da ragazza popolare e quasi bulletta( seppure non attivamente), comincia a prendere in considerazione Kent, l'amico d'infanzia timido che invece è sempre aperto e disponibile per gli altri, Anna, la ragazza isolata perchè lesbica e sopratutto Juliet, la ragazza bullizzata fin da bambina per colpa di Lindsey. Samantha riuscirà a entrate in contatto con Juliet, a percepire il suo dolore, le bugie di Lindsey che non è così forte come tutti pensano....alla fine Samantha riuscirà a cambiare le cose, anche se non nel modo che ci aspetteremmo.
Gli attori sono giovani e sconosciuti (perlomeno io non li avevo mai sentiti), ma bene in parte e sopratutto la giovane attrice che interpreta Samantha a mio avviso promette molto bene. Si segnala, nel ruolo minore della mamma di sam, Jennifer Beals, la ex protagonista di "Flashdance".




mercoledì 16 agosto 2017

La mafia uccide solo d'estate- La serie, 2016



Regia di Luca Ribuoli , con Edoardo Buscetta (Salvatore Giammarresi), Claudio Gioè (Lorenzo Giammaresi),Anna Foglietta (Pia Giammarresi), Angela Curri (Angela Giammarresi),FRancesco Scianna (Massimo), Nino Frassica (Fra Giacinto),Andreina Castellana (Alice),Valentina D'Agostino (Patrizia),Nicola Rignanese (Boris Giuliano),Enrico Gippetto (Fofò),Pierangelo Gullo (Sebastiano), Domenico Centammore (Totò Riina),Maurizio Bologna (Vito Ciancimino), Pif (voce narrante).


Palermo, 1979: il piccolo Salvatore vive con la madre Pia, il papà Lorenzo, e la sorella 16enne Angela, liceale contestatrice, ai quali si aggiungono lo scapestrato zio Massimo e la sua fidanzata Patrizia. La vita della famiglia Giammarresi è la semplice vita di una famiglia tipica dell'epoca: papà impiegato, mamma insegnante precaria, Salvatore si divide felicemente fra la famiglia, la scuola e gli amici Fofò, Sebastiano e Alice, di cui è innamorato segretamente.
Al bar dove a volte fa colazione Salvatore fa amicizia con Boris Giuliano, capo della Squadra mobile di Palermo, e questa amicizia segnerà per sempre la sua vita....



Nel 2013  il film di Pif "La mafia uccide solo d'estate" fu un grande successo di pubblico e critica: in una mescolanza di toni tra l'irriverente e il drammatico, e attraverso la personale storia del protagonista, il film raccontava una delle più sanguinose stagioni della lotta alla mafia, celebrandone gli eroi.
Ora la Rai ha deciso di trarre dal film una serie tv, operazione non sempre facilissima anche se, negli ultimi anni, abbiamo avuto vari esempi di serie tratte da film di successo che a sua volta hanno avuto successo, meritatamente. E anche stavolta l'operazione è riuscita: gli evidenti cambiamenti non hanno scalfito lo spirito originale dell'opera, anzi hanno catturato ancora di più l'interesse dello spettatore

Come nel film, la voce principale della storia, l'occhio che osserva, filtra e ci racconta la realtà dal suo punto di vista, è quella di un bambini di dieci anni, Salvatore (nel film era Arturo): curioso e ingenuo, al nostro piccolo eroe non sfuggono le contraddizioni di una realtà in cui si deve convivere con compromessi a vari livelli, che schivare non è sempre privo di conseguenze, e a volte con fatti drammatici contro cui prendere posizione spesso vuol dire rischiare la vita.
Salvatore è figlio dell'impiegato Lorenzo, persona che conosce bene come va il mondo e che per la sua onestà si è sempre rifiutato di scendere a compromessi, sia nell'ambiente di lavoro che fuori, e di Pia, da anni maestra precaria che vive aspettando la chiamata per l'ennesima supplenza sperando prima o poi di entrare in ruolo, ma che viene puntualmente sorpassata da raccomandati. Piccolo excursus personale: Pia è una figura in cui mi sono ritrovata a pieno visto che anche io sono una maestra precarissima; il suo organizzarsi freneticamente per stare dietro all'ennesima supplenza a km di distanza, il suo pensare "sono una persona brutta" perchè deve sempre sperare che a qualcuno accada qualcosa per poter lavorare, il suo dannarsi l'anima per quel posto fisso cui avrebbe finalmente diritto ma che non arriva mai perchè le passano davanti sempre altri (con le spalle protette da raccomandazioni), sono cose che vivo anche io da 13 anni  che me l'ha fatta sentire molto vicina, grazie anche alla bravissima Anna Foglietta che ha dato vita- di nuovo- a una delle sue migliori interpretazioni. 

Pia e Lorenzo sono due persone normali e oneste, ma che si trovano a vivere in una realtà in cui la mafia, in tutte le sue varie versioni, volente e nolente imbeve società: nella raccomandazione per avere un mutuo, nelle persone che ti scavalcano in graduatoria, persino (si scoprirà più avanti nella storia) nell'aver  avuto un breve filarino con un noto boss mafioso, per finire su cose più tragiche e pesanti: il padre di Pia e Massimo non parla da anni perchè testimone della tragedia accaduta a Giuseppen Letizia, pastorello 13cenne ucciso perchè aveva casualmente assistito all'uccisione del sindacalista Placido Rizzotto. Un fatto gravissimo e finora dimenticato, che qui viene coraggiosamente ricordato assieme a tanti altri vittime della mafia, tra cui Boris Giuliano e Mario Francese.
Come già detto, il curioso e intelligente Salvatore filtra dal suo occhio le vicende di famiglia, e assieme al gruppetto di amici spesso interviene come può; completano il quadro familiare la sorella Angela di 16 anni, impegnata con le lotte femministe, e lo scapestrato zio Massimo assieme alla fidanzata Patrizia. Massimo rappresenta lo stereotipo del siciliano arraffone e indifferente, addirittura di mestiere fa il forestale...che ovviamente non ha quasi mai lavorato un giorno in vita sua. E' ancge il personaggio che avrà l'evoluzione più drammatica- e a mio avviso sgradevole- nel corso di questa prima serie. 
Mi sono dilungata un po' perchè questa serie tv mi ha veramente preso molto,  un prodotto davvero valido. Molte altre sarebbero le cose da dire ma è meglio che ve la guardate a questo punto....





mercoledì 9 agosto 2017

La tenerezza, 2017



Regia di Gianni Amelio, con  Renzo Carpentieri (Lorenzo), Giovanna Mezzogiorno (Elena ), Elio Germano (Fabio), Micaela Ramazzotti (Michela), Arturo Muselli (Saverio).




L'anziano Lorenzo è un avvocato in pensione scostante e scorbutico, che non ama nemmeno i figli Saverio ed Elena; quest'ultima nonostante tutto, cerca di occuparsi come può del padre, a cui affida il figlio Francesco quando lei è al lavoro.
Accanto a lui viene ad abitare una giovane coppia con due bambini, con i quali fa amicizia....



Liberamente ispirato al romanzo "La tentazione di essere felici" di     , è un film con titolo fuorviante, dato che di tenerezza ce n'è davvero poca. Anzi, a mio avviso, si può benissimo dire che la tenerezza sia la grande assente di questo film, oppure ciò che ogni singolo personaggio disperatamente cerca, a modo suo.
Come protagonista abbiamo l'anziano e scostante Lorenzo, a tratti veramente insopportabile visto che mette in continua difficoltà i figli, ed in particolare la figlia Elena, madre single che cerca di stargli vicino come può, nonostante il padre rifiuti costantemente con fastidio ogni tentativo di dialogo e ogi premura (anche se adora il nipotino, di cui si prende cura quando la madre lavora). Del resto che dire di un uomo che dice che amava i suoi figli quando erano piccoli ma poi quando sono cresciuti ha smesso? Il figlio sarà pure un'opportunista ma non ha certo torto, un padre così merita solo questo!
Eppure, Lorenzo riesce a trovare una dimensione di umanità fuori dalla famiglia con una giovane coppia che, a modo suo, adotta sostituendoli in qualche modo ai figli: Michela e Fabio, con due figli piccoli, sembrano una coppia serena come tante, anche se da alcune scene intuiamo subito che Fabio ha problemi non di poco conto. Con loro, diventa il padre e il nonno che non è riuscito a essere per i suoi figli, e quando la tragedia piomba, anche la sua vita ne è toccata e distrutta. Non è quindi una persona del tutto insensibile  priva di sentimenti, ma nella sua vita è successo qualcosa che lo ha fatto diventare così, qualcosa che non verrà totalmente chiarito nel corso del film (anche se si intuisce che almeno in parte riguarda il tradimento verso la moglie e la scoperta da parte della stessa).

La figlia Elena in realtà gli somiglia molto: è una donna dura, che cresce un figlio da sola ed è dedita al lavoro; cerca continuamente un contatto affettivo con il padre che però avverarsi solo nel finale. Dietro questa facciata ho intuito un grande dolore e una grande infelicità- anche qui nessuna speigazione vera ma solo accenni- sentimenti sempre soffocati ma che riaffiorano. E ho trovato davvero ottima l'interpretazione di Giovanna Mezzogiorno, forse la migliore del film assieme a quella di Renzo Carpentieri nel ruolo di Lorenzo.
La storia che coinvolge la coppia Germano- Ramazzotti è invece molto pesante  a livello emotivo, devo dire che ho sofferto abbastanza durante la visione del film per le emozioni che mi ha provocato il tema trattato (non anticipo molto); a volte con i film mi capita.
Tutto sommato comunque un bel film, fatto bene, magari per chi è meno sensibile sarà certamente più godibile.






sabato 5 agosto 2017

Il Commissario Montalbano: Una faccenda delicata, 2016



Regia di Alberto Sironi, con Luca Zingaretti (SAlvo Montalbano), Sonia Bergamasco (Livia),Peppino Mazzotta (Fazio), Cesare Bocci (Mimì Augello), Angelo Russo (Catarella), Ileana Rigano (Maria), Lollo Franco (Peppino),Miriam Dalmazio (Elena).




Stavolta il commissario Montalbano è impegnato in due casi: il primo riguarda un'anziana prostituta, Maria, ritrovata strangolata. Il movente non è chiaro, visto che Maria era una persona benvoluta  e apprezzata da tutti, con una famiglia felice e che non ha mai creato scandalo con il suo mestiere; il secondo caso invece riguarda una faccenda scottante: la mamma di una bambina frequentante la scuola elementare di Vigata denuncia presunte attenzioni "strane" di cui sarebbe stata oggetto la figlia da parte di un maestro. Montalbano indaga....



Dal 1997 (anno della prima messa in onda) sono una fansissima della serie di Montalbano, che trovo veramente ottima sotto tutti i punti di vista, anche come romanzi; gli ultimi episodi però, seppure piacevoli come sempre, non mi avevano particolarmente colpita. Ed ecco invece che arriva questo "Una faccenda delicata", tratto non da un romanzo specifico ma da due distinti racconti pubblicati in due diverse antologie, che mi ha letteralmente tenuta incollata, sia per la suspense che per l'attualità dei temi trattati.
Come sappiamo, la vita di Montalbano e Livia è stata segnata dalla morte tragica di FRancoise, il piccolo tunisino loro figlioccio   ; qui sono passati alcuni mesi e Livia, complice anche l'adozione di una cagnolina, sembra avere superato la depressione in cui era scivolata dopo la morte del ragazzo (che per lei, ricordiamo, rappresentava il figlio che averebbe voluto avere) e passa molto più tempo con Salvo, tra Vigata e Genova. La coppia è ormai equilibrata cosi, anche perchè ricordiamo che entrambi (secondo la narrazione letteraria più che secondo quella televisiva) sono entrambi prossimi alla sessantina....è piacevole vedere come nonostante tutti gli scossoni, imprevisti, tradimenti e sofferenze varie (quella di Livia per la mancata maternità è da sempre ben evidente, anche se non approfondita) la coppia resiste, e ho molto apprezzato l'attrice Sonia  Bergamasco che dà un'interpretazione più ironica e simpatica della un po' troppo rigida Livia.
Ma fermarsi per Salvo Montalbano è un'impresa impossibile (anche perchè, diciamocelo, non vuole): stavolta i casi su cui indagare sono ben due, e non è di aiuto Mimì che almeno per uno di essi avanza ipotesi talmente strampalate che Fazio e Catarella ritengono che il vicequestore sia impazzito improvvisamente!
I due casi trattati in questa puntata sono di grande attualità: se il primo racconto, quello della prostituta Maria, è stato abbastanza modificato rispetto all'episodio letterario introducendo il tema della maternità surrogata, il secondo è invece fedele al soggetto letterario descrivendo molto bene il clima che si crea attorno a una persona accusata (peraltro ingiustamente) di un reato odioso come la pedofilia, e di come sia difficile smascherare questo tipo di persone visto che ci sono di mezzo i bambini; un episodio interessante, coinvolgente e come sempre ottimamente interpretato.


martedì 4 luglio 2017

Ciao, Ragioniere! ( In ricordo di Paolo Villaggio)

..."Giorno verrà/ ch lo farà/ Fantozzi volerà
Monti e città/ l'immensità...."

E alla fine quel giorno è tristemente arrivato: Fantozzi è veramente andato in Paradiso, dove avrà sicuramente trovato il terribile Carboni sempre pronto a fargli mille dispetti e il suo amico Filini, probabilmente impegnato a organizzare una delle sue strampalate gite o imprese.

Stavolta il mio post- ricordo di un grande del cinema che se n'è andato lo voglio fare così, per l'affetto che come tanti ho portato a questo grande attore italiano.



















giovedì 8 giugno 2017

L'onore e il rispetto- Ultimo capitolo, 2017



Regia di    , con Gabriel Garko (Tonio Fortebracci), Valerio Morigi (Ettore De Nicola),Daria Baykalova (Daria Bertolaso),Giulia Petrungaro (Rosalinda Scianna), Lisa Gastoni (Contessa Minniti), Sara D'amario (Suor Lucia),Bruno Eyron (Nicola Manino),Mattia Sbragia (Luigi Cusano), Bo Derek (Chantal Cusano), Olga Shuetva (Giada Cusano), Nusat Del Valle Duran Perez (Michela Maccaluso),Aurora Quattrocchi (Immacolata Maccaluso), Beatrice Galati (Antonio Fortebracci), Cristiano Pasca (Ricky Zito)





Dopo la sparatoria in cui sono rimaste uccise Carmela e zia Maria, Tonio è rimasto gravemente ferito e si risveglia, incosciente e completamente privo di memoria, in uno scantinato dove è stato rinchiuso e torturato da Ettore De Nicola per vari mesi. Riesce a scappare e trova rifugio presso uan vedova, Michela, che lo aiuta curandolo fisicamente ma che non può certo soddisfare il suo bisogno di sapere chi sia; così è lui stesso che decide di presentarsi alla polizia chiedendo aiuto. Qui trova Daria Bertolaso, nel frattempo nominata commissaria, che pian piano, tramite alcune foto, riesce ad aiutarlo a ricordare chi è. Ora però Tonio è disperato: se Carmela è morta, dove sono finiti i figli Antonia e Jonathan? Per ritrovare i suoi figli e punire chi ha causato la morte della sua famiglia, Tonio decide di diventare collaboratore di giustizia, ma la vendetta del terribile Ettore colpisce Michela e la sua famiglia, convincendo Tonio a una decisione drastica, d'accordo con Daria: si fingerà morto per poter agire indisturbato....


Undici anni dopo la prima serie (2006), finalmente le avventure di Tonio Fortebracci si concludono (forse) con questo "ultimo capitolo": quel "forse" tra parentesi è dovuto al fatto che alcune vicende legate ad altri personaggi che gravitavano attorno a Fortebracci in realtà non sono affatto concluse, e quindi chissà....
Come sempre, nulla di particolarmente nuovo o interessante: mille personaggi metà dei quali destinati a togliere il disturbo prima della metà degli episodi, alcuni macchiette stucchevoli altri interessanti ma sviluppati poco e male, improbabilità e trashate a gogò, il tutto gravitante attorno a Tonio, mafioso "buono"  e a sua volta spesso vittima, sopratutto da quando ha deciso di  diventare collaboratore di giustizia (senza riuscirci, dalla seconda serie...): la sua famiglia è stata progressivamente sterminata, nell'ultimo attentato sono morte Carmela e zia Maria. Gli rimangono solo i figli Antonia e Jonathan, portati al sicuro in Svizzera dal fedele Ricky. Tutto questo però inizialmente Tonio non lo sa: nel primo episodio lo ritroviamo infatti prigioniero in uno scantinato, torturato crudelmente e completamente senza memoria. Il tutto ad opera, ovviamente, del terribile Ettore De Nicola, il figlio maggiore della Tripolina, che ha preso il suo posto come padrino e spadroneggia facendone di cotte e di crude. In un momento di ditrazione Tonio riesce a fuggire e viene ritrovato da una vedova che lo aiuterà.
Il resto della storia, come sempre, è composto da un mix di sovraffollamento di personaggi e situazioni inutili (la povera Suor Lucia, la notte di Chantal con Tonio, la stessa Chantal con famiglia), ammazzamenti di vario tipo, sceneggiate e chi più ne ha più ne metta. nulla di nuovo in sostanza. Alcuni attori in parte, altri macchiette, certamente uno sfoltimento del cast in positivo avrebbe giovato non poco.
Tra gli attori si nota Aurora Quattrocchi nei panni di Ninna Eroina. Patetica Bo Derek nel ruolo di Chantal Cusano.
In conclusione posso dire che, a mio avviso, la serie migliore è stata la terza.


venerdì 2 giugno 2017

Fortunata, 2017

 Regia di Sergio Castellitto, con Jasmine Trinca (Fortunata), Stefano Accorsi (Patrizio), Alessandro Borghi (Chicano), Edoardo Pesce(franco), Hanna Scyngulla (Lotte),Nicole Centanni (Barbara).





 Fortunata è una parrucchiera in nero, con un matrimonio fallito alle spalle e madre di Barbara; il suo sogno è quello di aprire un negozio tutto suo, assieme al migliore amico Chicano che si occuperebbe di fare tatuaggi. Dopo il divorzio dei genitori la scuola ha assegnato a Barbara il sostegno psicologico del medico Patrizio. Tra lui e Fortunata l'attrazione è immediata....




La coppia Mazzantini- Castellitto notoriamente non è mai stata foriera di film particolarmente leggeri e , sembra che secondo loro senza disgrazie non si può stare....ed in effetti, solitamente evito i film con questa accoppiata. Stavolta però il trailer mi attirava, e ovviamente la presenza di Stefano Accorsi, cosi ho deciso di vederlo.
Risultato "ni": come prevedevo la tradizione di sfighe e drammi vari non si interrompe  e anche qui ne abbiam a profusione, ma il film non è così male, c'è anche un fondo di ottimismo nonostante tutto
Come da titolo la figura principale è quella di Fortunata, parrucchiera coatta e vitalissima, separata dal marito e che vive con la figlia Barbara di otto anni. La sua vita è quella di una normale madre separata, sempre di corsa per andare da una casa all'altra dato che lavora in nero, sempre in lotta con i conti da far tornare,con l'ex marito violento, con una vita che evidentemente fatica a girare per il verso giusto. Fortunata in fondo non chiede molto: vorrebbe solo aprire un negozio tutto suo che le permette di conquistare l'indipedenza economica ed essere meno ricattabile da Franco, oltre che regalare un'esistenza migliore e più stabile a sua figlia. Dato che la scuola ha imposto a Barbara un sostegno psicologico a causa della complicata situazione familiare, Fortunata conosce Patrizio, lo piscologo che cura sua figlia: l'attrazione è immediata, anche troppo forse, vista la repentinità con cui lui butta all'aria la sua deontologia e la cura della bambina per iniziare una relazione con lei.
Relazione che non porterà molto di buono e anzi, innescherà meccanismi che porteranno alla distruzione del sogno quasi realizzato da Fortunata e Chicano. Ma Fortunata è fatta così, è vitale e istintiva, di base ancora un ingenua che sogna la felicità ed è disposta per questo a mettersi in gioco e rischiare di farsi male (come appunto avviene). Di fronte a un personaggio così forte e vitale, ottimamente interpretata da Jasmine Trinca, il rischio che gli altri personaggi risultassero un po' annacquati c'era: e difatti ciò succede con Patrizio, mentre se la cavano meglio gli altri personaggi: lo strampalato Chicano, controparte maschile di Fortunata, il violento Franco che però offre anche sprazzi di dolore nonostante non si giustifichi il suo atteggiamento, la piccola Barbara specchio e coscienza della madre, e sopratutto la dolente madre di Chicano, ex attrice di teatro e donna bellissima precipitata nel tunnel dell'Alzheimer, il quale paradossalmente le dà la libertà negatale da giovane. 
Un film nonostante tutto colorato e vitale, nel vero senso della parola, ovvero quando la vita non  solo gioia e piacere ma anche fatica, lacrime, sudore.Azzeccata quindi la canzone finale di Vasco Rossi: "Vivere/E sperare di star meglio/Vivere /E non essere mai contento....
"Fortunata" è stato presentato al Festival di Cannes di quest'anno dove è stato accolto con discreto successo; Jasmine Trinca per la sa interpretazione ha vinto il premio "Un Certain regard" come migliore attrice.